Storia e riconoscimento culturale

Un bene di interesse culturale tra architettura e memoria familiare

La Masseria “I Pavoni” fu realizzata nel XIX secolo dalla famiglia Pavoncelli, storica dinastia di imprenditori agricoli e figure politiche pugliesi. L’immobile, un tempo parte di una vasta rete di tenute e cantine, rappresentava uno dei fulcri della produzione agricola e vinicola della zona.

Una dinastia tra agricoltura, impresa e sviluppo del territorio

Le origini della famiglia Pavoncelli risalgono alla fine del Seicento, con la presenza documentata a Foggia di Giambattista Pavoncelli, al quale fu conferito il privilegio ecclesiastico di abate mansionario della collegiata nel 1734. Nei primi dell’Ottocento, la famiglia si afferma a Cerignola con Gaetano Pavoncelli, coniugato con la nobile Anna Maria Tortora. Da questa unione nasce Federico Pavoncelli, figura centrale nell’ascesa economica e sociale del casato.

Federico, imprenditore lungimirante, seppe costruire le fortune della famiglia durante la guerra di Crimea, fornendo grano all’esercito anglo-francese e conquistando il monopolio cerealicolo in Puglia. Nel 1860 fondò con i figli Giuseppe e Gaetano la ditta “F. e G. Pavoncelli”, orientata sia alla commercializzazione dei cereali che allo sviluppo di un grande progetto agricolo-industriale.

Tra i figli, Giuseppe Pavoncelli si distinse come figura politica di rilievo: eletto deputato per Cerignola nel 1874, fu anche Ministro dei Lavori Pubblici nel 1897. Oltre alla dimora nobiliare – il Palazzo Pavoncelli – e agli uffici dell’amministrazione agricola, la famiglia fondò anche una banca (il Credito Agrario di Cerignola) per sostenere le proprie attività produttive e logistiche.

Nel corso degli anni, i Pavoncelli costruirono e gestirono un vastissimo patrimonio agricolo composto da oltre 2.500 ettari, suddivisi in grandi tenute: Santo Stefano, Torre Giulia, Pozzo Terraneo, San Carlo, Pavoni. Ogni tenuta era collegata a una specifica produzione di eccellenza, come l’olio, il vino rosso e bianco, e le olive da mensa.

All’interno di questa rete, la Masseria “I Pavoni” rappresentava un nodo fondamentale, destinato alla lavorazione e al deposito dei prodotti agricoli. Accanto alla masseria sorgeva la Casina di caccia, costruita come edificio rappresentativo e di soggiorno, oggi restaurata e restituita al suo splendore originario.

La storia dei Pavoncelli non è solo quella di una famiglia: è la storia di un’intera economia locale che ha trasformato il volto di Cerignola, coniugando imprenditoria agricola, innovazione e visione sociale.

Un bene architettonico riconosciuto e tutelato

L’edificio è costituito da due corpi principali: una casina di caccia con quattro torri cilindriche merlate, che le conferiscono un aspetto quasi fortificato, e un corpo masseria sviluppato orizzontalmente, adibito a deposito e lavoro agricolo. La presenza di materiali e tecniche costruttive differenti testimonia le stratificazioni storiche del fabbricato.

Nel 2018, con decreto del Segretariato Regionale per la Puglia, la Masseria è stata dichiarata bene di interesse culturale particolarmente importante ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera a) del D. Lgs. 42/2004, in quanto importante esempio di architettura rurale del XIX secolo. 

Il vincolo comporta la tutela dell’immobile e il suo riconoscimento come patrimonio da conservare e valorizzare nel tempo.